Dr.BORRONI GIANFRANCO

IL DOLORE DELLA SPALLA

La spalla è l’articolazione con maggiore mobilità nel corpo umano ed ha una struttura piuttosto complessa che consiste di ossa, muscoli, legamenti e capsula articolare. La giusta correlazione tra questi elementi ne garantisce un corretto funzionamento.

Per molto tempo sono state ignorate le cause alla base del dolore di spalla. Si parlava in generale di “periartrite” e si sottoponevano i pazienti a terapie antalgiche farmacologiche, infiltrazioni cortisoniche e terapie fisiche, con il risultato che spesso, dopo apparenti periodi di benessere, il dolore si ripresentava, accompagnato da difficoltà sempre più evidenti nel muovere l’articolazione. Negli ultimi due decenni, l’aumento delle informazioni disponibili, inerenti l’anatomia e la biomeccanica, il miglioramento delle tecniche di indagine diagnostica (Rx, T.C., Ecografia) e l’avvento in particolare della Risonanza Magnetica, hanno consentito di comprendere meglio i meccanismi a cui riferire i disturbi della spalla.

Oggi sappiamo che una delle cause più frequenti di dolore alla spalla, progressivo e invalidante, è rappresentata da un restringimento del cosiddetto spazio sottoacromiale, con conseguente attrito fra le strutture ossee e tendinee della cuffia dei rotatori e del bicipite omerale. Tutto questo provoca un’usura sempre maggiore di questi tessuti, con l’insorgenza di dolore riferito alla spalla e al braccio, specie notturno, e difficoltà nell’elevare, portare in fuori e ruotare all’esterno l’arto superiore.

Attraverso un’accurata visita specialistica è possibile formulare il sospetto di questa patologia ed avviare il paziente ad un preciso iter diagnostico che prevede l’esecuzione di radiografie mirate, ecografia e risonanza magnetica. Tali accertamenti strumentali sono in grado, se ben eseguiti, di documentare il conflitto sottoacromiale e la presenza o meno di lesioni a carico della cuffia dei rotatori o del capo lungo del bicipite omerale.

Parallelamente a queste nuove acquisizioni cliniche, si sono evolute le tecniche chirurgiche sia aperte che artroscopiche, dedicate al trattamento delle patologie della spalla. In particolare l’artroscopia di spalla consente di eliminare il conflitto sottoacromiale, attraverso un intervento meno traumatico e invasivo rispetto alla tecnica tradizionale aperta che trova ancora posto comunque in presenza di lesioni particolari della cuffia dei rotatori. Dopo un post-operatorio e una riabilitazione adeguati, i pazienti possono riprendere le loro attività quotidiane, una volta recuperata l’articolarità e il tono muscolare della spalla.

Il ricovero per essere sottoposti a simili interventi è breve (uno, due giorni) e l’immobilizzazione spesso non è necessaria. Esistono poi tutta un’altra serie di patologie alla base di una sintomatologia dolorosa della spalla, quali l’instabilità, l’artrosi gleno-omerale, le malattie reumatiche. Anche per quel che riguarda l’instabilità, causa oltre che di dolore anche di lussazioni, ovvero di perdita dei rapporti articolari della spalla, oggi il trattamento, se chirurgico, è artroscopico.

I pazienti, in genere giovani, dopo un periodo di uso di un apposito tutore, possono essere sottoposti a riabilitazione della spalla operata, innanzitutto per il recupero articolare e successivamente per il recupero muscolare, al termine del quale si ha il rientro all’ attività lavorativa e sportiva. L’artrosi importante e le gravi degenerazioni dell’articolazione della spalla sono suscettibili di trattamento chirurgico attraverso l’impianto di protesi di spalla di tipi diversi, a seconda del problema evidenziato, tenendo presente che la sostituzione protesica della spalla risulta più difficile di quella dell’anca e del ginocchio.

Vorrei sottolineare infine, parlando di chirurgia della spalla, l’importanza di una buona riabilitazione che è parte integrante del risultato finale dell’intervento, che va praticata da professionisti validi e secondo le concezioni più attuali, intimamente correlate ai progressi descritti nel campo delle conoscenze biomeccaniche. Il futuro vedrà l’affermarsi progressivo delle tecniche artroscopiche ed è un auspicio dell’ortopedia poter risolvere patologie della spalla con stress sempre minori per i pazienti che ne sono affetti.